Circolare 63.2002

A riprova che il ministero dell’economia non scherza sulla sospensione del credito di imposta, arriva la risoluzione dell’Agenzia delle entrate (n. 302 del 12-9-2002) che sospende l’operatività di relativi codici tributo.La risoluzione è illuminante già dall’oggetto: “Inammissibilità della compensazione dei crediti d’imposta per l’incremento dell’occupazione…” La risoluzione stabilisce che i codici tributo “6732 – “credito d’imposta per l’incremento dell’occupazione” e “6733” “ulteriore credito d’imposta per l’incremento dell’occupazione” non sono più utilizzabili in compensazione e quindi ne è sospesa l’operatività. A parte la conferma sulla sospensione nell’utilizzo del credito di imposta sorgono comunque due interrogativi:• Dalla circolare n. 73 del 2-9-2002 sembrava abbastanza pacifico che gli importi spettanti fino al 30 giugno, per incrementi occupazionali avvenuti fino a tale data, potessero essere posti in compensazione anche nei mesi successivi. La sospensione dei codici sembra mettere in discussione tale possibilità.• Gli stessi codici devono essere utilizzati per la restituzione delle somme (entro il 16 settembre senza sanzioni). Nella stessa giornata di giovedì 12 settembre, il Ministero dell’economia ha diffuso il comunicato stampa n. 252 con il quale è stato precisato l’impegno a reperire nella prossima Legge finanziaria le risorse necessarie per il finanziamento del premio di assunzione “a partire dalla salvaguardia dei diritti acquisiti”. Questa affermazione, unita all’analisi della risoluzione di cui sopra, dovrebbe essere interpretata nel senso che potrà essere utilizzato il prossimo anno:• il credito d’imposta per i mesi da luglio 2002, in relazione alle assunzioni effettuate entro il 30-6-2002;• il credito di imposta maturato entro il 30-6-2002 e non ancora posto in compensazione. Il comunicato stampa conclude affermando che “… viene disposto per atto amministrativo lo slittamento del termine previsto per i ‘recuperi fiscali’, in attesa di nuovi provvedimenti legislativi.”. Nel confessare che questo modo di operare ci sconcerta e ci disorienta riteniamo che questa frase annunci un provvedimento di slittamento dei termini per la restituzione del credito d’imposta utilizzato indebitamente. Nell’imminenza della scadenza per l’eventuale restituzione del credito d’imposta, come siamo ormai avvezzi occorrerà attendere l’ultim’ora per verificare se sia stato emanato un provvedimento ministeriale che stabilisce un nuovo termine o meno, nel qual caso o ci si affida alla validità di un semplice comunicato stampa o si restituisce l’indebito (semprechè gli istituti di credito accettino il codice tributo soppresso!!)

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