Con nota del 16-11-2006 il Ministero del lavoro ha risposto ad un interpello in materia di incidenza sul periodo di comporto della malattia insorta durante il periodo di puerperio.Anche se il quesito prende spunto dall’applicazione del ccnl della sanità pubblica, sintetizziamo la risposta che può essere di interesse generale.In primo luogo il Ministero ricorda che è ancora in vigore la norma dell’articolo 20 del DPR n. 1026/1976 in base al quale “non sono computabili, agli effetti della durata prevista da leggi, da regolamenti o da contratti collettivi per il trattamento normale di malattia, i periodi di assistenza sanitaria per malattia determinata da gravidanza, ancorché non rientrante nei casi previsti dalla lettera a) dell’art. 5 della legge, o da puerperio”.Già le interpretazioni fornite al momento dell’emanazione della norma citata (circolare n. 126/1977), ora ribadite, hanno chiarito che il periodo di malattia connesso al puerperio non incide, indipendentemente dalla durata, sul computo del periodo di comporto. Questo vale anche quando la malattia, debitamente certificata, ha una durata superiore al periodo convenzionalmente inteso quale puerperio, ossia l’arco temporale che segue immediatamente il parto e comprende le sei-otto settimane successive.In merito al trattamento economico spettante, Ministero ha richiamato l’articolo 22 comma 2 del DLgs 151/2001 in base al quale l’indennità di maternità corrisposta per tutto il periodo del congedo di maternità assorbe, in quanto comprensiva, ogni altra indennità spettante per malattia.
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