Con notizia apparsa sulla Newsletter del 28 dicembre 2005, pubblicata sul sito internet www.garanteprivacy.it, il Garante ha riaffrontato il tema dell’uso di dati biometrici sul posto di lavoro per particolari esigenze di sicurezza.A differenza di quanto deciso con Provvedimento 21 luglio 2005 (cfr. Newsletter 27 luglio 2005 consultabile sul medesimo sito internet) con cui era stato vietato il trattamento dei dati biometrici ad una industria del settore costruzioni, che intendeva utilizzare le impronte per controllare gli orari di ingresso e uscita dei propri dipendenti dai luoghi di lavoro, con Provvedimento 23 novembre 2005 il Garante ha autorizzato una società fornitrice di sofisticati sistemi elettronici nel settore avionico ad utilizzare le impronte di un gruppo limitato di lavoratori, non più di quindici, per controllare gli accessi ad un’area particolarmente riservata dell’azienda, adibita alla realizzazione di un progetto di difesa di rilevanza internazionale.La società, senza creare un archivio centralizzato di impronte digitali neanche trasformate in codici numerici, potrà utilizzare un sistema basato sulla sola lettura delle impronte cifrate contenute in smart card, o in dispositivi analoghi, rilasciati ai lavoratori autorizzati.Pur ribadendo il no ad un uso generalizzato ed incontrollato di dati biometrici, il Garante ha quindi ritenuto lecito il trattamento di dati personali sottoposto all’esame, tenuto conto della necessità della società di effettuare un accertamento più rigoroso della legittimazione e dell’identità dei dipendenti che hanno accesso ad un’area riservata. Ai lavoratori interessati deve essere fornita una completa informativa scritta. Coloro che non potranno o non vorranno avvalersi del sistema saranno interdetti dall’area o potranno accedervi solo se accompagnati da personale identificato all’ingresso mediante la rilevazione biometria.
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