circolare 86.2005

Il Ministero del Lavoro, con nota n. 2127 dell’11-8-2005 (purtroppo non pubblicata sul sito del Ministero stesso), ha reso note le modalità di rimborso delle sanzioni amministrative versate erroneamente dai datori di lavoro a mezzo di modello F23.La procedura è stata definita dal Ministero dell’Economia in quanto quello del Lavoro non ha un proprio capitolo di spesa relativo ai rimborsi.L’istanza di restituzione deve essere presentata, in bollo, alla DPL competente che provvederà alla successiva trasmissione al Ministero dell’Economia e Finanze – Dipartimento provinciale – Direzione Provinciale dei Servizi Vari.Nella domanda devono essere indicate le modalità di riscossione (coordinate bancarie per l’accredito o altro sistema che si intende utilizzare).Devono essere inoltre allegati i seguenti documenti:• nulla-osta, in bollo, rilasciato dalla DPL interessata, che attesta il diritto al rimborso;• copia autenticata della ricevuta di versamento di cui si chieder il rimborso;• dichiarazione dell’Amministrazione Centrale con la quale si dichiara che la Direzione Generale per l’Attività Ispettiva non ha nel proprio stato di previsione della spesa uno specifico stanziamento per i rimborsi di somme erroneamente o indebitamente pagate a titolo di sanzioni amministrative (si tratta di un documento che, come il nulla-osta, predispone la DPL stessa);• certificato della Camera di Commercio, da cui risulti la legale rappresentanza e la non esistenza di fallimenti o dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà (soltanto se la domanda è presentata da aziende.

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