Il Ministero del lavoro, nella nota protocollo 27/07/2005 n. 2041, ha risposto ad un’istanza di interpello della Lega cooperative di Ravenna con la quale venivano chieste delucidazioni in merito alla monetizzazione delle ferie agli operai a tempo determinato del settore agricolo attraverso una maggiorazione della retribuzione corrisposta mensilmente.Il ministero del lavoro, in tale risposta, coglie l’occasione per precisare la propria posizione sia rispetto alla fruizione delle ferie che rispetto alle modalità di monetizzazione.Ribadendo che nella propria circolare n. 8/2005, ha precisato che “per quanto riguarda i contratti a tempo determinato di durata inferiore all’anno, è quindi sempre ammissibile la monetizzazione delle ferie”, il Ministero richiama però la sentenza della Corte Costituzionale 66/63 con la quale i giudici hanno deciso che, in un rapporto di lavoro a tempo determinato di durata inferiore all’anno, l’esigenza del recupero delle energie psicofisiche garantito dalla Costituzione può avvenire in misura minore rispetto ad un rapporto a tempo indeterminato, ma non può escludersi del tutto. Ne consegue che sono più coerenti con la norma costituzionale i contratti collettivi che prevedono il frazionamento delle ferie annuali in modo che il lavoratore possa effettivamente conseguire un riposo che sia proporzionato alla quantità di lavoro effettivamente prestato.Quanto, poi, alle previsioni dei CCNL relativi al pagamento delle ferie attraverso una maggiorazione della retribuzione oraria pagata mensilmente, il Ministero afferma che “sembrano evidenziarsi alcuni profili di problematicità”, in quanto ciò significa programmare, in via anticipata, la mancata fruizione delle ferie e, quindi, la sostituzione delle stesse con la relativa indennità corrisposta mensilmente.Al fine di rispettare le disposizioni normative comunitarie e della Corte Costituzionale, è opportuno che la corresponsione dell’indennità sostitutiva delle ferie non godute avvenga al termine del rapporto di lavoro, ossia quando si è certi che il lavoratore non ha avuto la necessità di recuperare le energie psicofisiche per il lavoro prestato in azienda durante il contratto a tempo determinato.E’ evidente che tale risposta è di particolare interesse per le cooperative del settore agricolo, che occupano OTD. Confcooperative, da noi interpellata, si è detta molto preoccupata della situazione e ha assicurato che si attiverà dopo la pausa estiva anche coinvolgendo le altre associazioni datoriali del settore agricolo.In attesa di queste iniziative, riteniamo che non sia opportuno modificare gli attuali meccanismi di redazione delle tariffe per il settore agricolo. L’eventuale scorporo della quota di terzo elemento relativa alle ferie non può essere frutto di iniziativa datoriale unilaterale, ma deve infatti essere sancito da un accordo sindacale.La risposta del ministero ha, però, ripercussioni ancora maggiori per le cooperative del settore logistica-facchinaggio, che abbiano deciso di adottare la tariffa oraria onnicomprensiva, in quanto in tal caso la questione non riguarda solo lavoratori a tempo determinato, ma anche e soprattutto a tempo indeterminato. Alla luce di tale risposta, qualora si voglia proseguire con l’attuale sistema, ribadiamo nuovamente l’assoluta opportunità di concedere, in ogni caso, ed evidenziare sui libri presenze un periodo di ferie a norma di legge, che saranno non retribuite in quanto già indennizzate.
Lascia un commento