Il 2 maggio scorso è scaduto il termine per l’invio telematico all’INPS delle denunce E-mens per i primi tre mesi del 2005. L’adempimento nasce dall’articolo 44 della Legge 326/2004 per consentire all’INPS un continuo aggiornamento dei dati dei lavoratori ai fini pensionistici ed è rivolto ai datori di lavoro tenuti all’obbligo di rilascio del CUD.A parte i dubbi sull’utilità dell’adempimento e le valutazioni sul processo di semplificazione iniziato nel 1998 con l’abolizione dello 01/M, le scarse informazioni fornite dall’Istituto e la complessità dell’operazione hanno creato notevoli difficoltà alle aziende e ai consulenti.In questo quadro poco edificante si inserisce il messaggio INPS n. 16329 del 22-4-2005 che, ribaltando una precedente interpretazione, ha stabilito che esiste l’obbligo di invio dell’E-mems anche per i lavoratori per i quali sono dovute soltanto le contribuzioni minori.A titolo di esempio vengono citati i lavoratori iscritti all’Enpals, i giornalisti iscritti all’Inpgi e soprattutto gli operai a tempo indeterminato delle cooperative inquadrate in agricoltura ai sensi della Legge 240/1984.Per ovvi motivi di interesse cooperativo ci soffermiamo si quest’ultima categoria. Si tratta di una decisione incomprensibile in quanto per tali lavoratori ormai da anni era pacifico che non doveva essere compilato il modello 01/M e successivamente la parte “C” del modello 770.Le precedenti circolari dell’Istituto avevano usato come discrimine per l’invio dell’Emens l’obbligo di compilazione della parte previdenziale del modello 770.Per molti programmi, ad oggi, non è possibile recuperare tali dati.Confcooperative e le altre associazioni cooperative, oltre ad alcune sedi dell’Istituto, si sono già mosse per segnalare la questione.Di fronte a questa situazione di grave disagio, l’Inps non ha concesso proroghe, ma ha chiarito che il mancato invio nei termini non comporta sanzioni.
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